Archeologia preventiva e grandi opere

Memorie dal sottosuolo

Due mondi solo apparentemente distanti, l’archeologia e la Società Gasdotti Italia (S.G.I.), dialogano all’interno del nostro nuovo lavoro editoriale: Archeologia preventiva e grandi opere.

In questa pubblicazione trattiamo della sinergia tra la S.G.I. e due importanti soggetti del settore archeologico quali la SABAP (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) delle Marche e Cooperativa Archeologia, emersa nell’ambito dei lavori per il gasdotto San Marco-Recanati tra le valli del Chienti e del Potenza. Questa cooperazione ha portato alla scoperta di molte importanti evidenze archeologiche: una necropoli picena sepolta nei pressi di Morrovalle, resti di epoca romana, tra cui ciò che rimane di un sistema viario e di una fornace, vasi, calici, anfore e molto altro ancora.

Come dice giustamente nell’introduzione del volume Paolo Alessio, il direttore tecnico di S.G.I., i lavori della sua società e degli archeologi sono opposti ma complementari: entrambi scavano la terra, gli uni per costruire infrastrutture utili al futuro della comunità, gli altri per far riemerge la sua storia.

Questo lavoro, reso obbligatorio in base alla normativa vigente, che vincola l’autorizzazione a costruire grandi opere ad un lavoro preliminare di archeologia preventiva, ha dato vita a una collaborazione produttiva e propedeutica per entrambi e per tutto il territorio.

All’interno del volume viene quindi raccontata la natura del progetto di S.G.I. in parallelo al processo di scavo, per poi soffermarsi sulla natura dei reperti emersi, che vengono collocati nella storia del territorio di appartenenza. “La lettura archeologica di un territorio”, questa la bella e calzante definizione proposta all’interno del volume da Stefano Finocchi, Funzionario Archeologo di SABAP Marche. Un’importante forma di valorizzazione, che testimonia di come l’enorme ricchezza delle Marche non si limiti a quella ben visibile a cielo aperto, ma si racchiuda anche nelle memorie provenienti dal sottosuolo.

Uno stimolo ad approfondire la conoscenza di questo inestimabile patrimonio, per poter raccontare sempre meglio il nostro paesaggio.