L’amore per le Marche nelle poesie di Operette in Marca

Le storie, i personaggi, le tradizioni e l’infinita bellezza delle Marche. Sono questi i protagonisti dei versi di Operette in Marca, la raccolta di poesie di Monia Moroni.

L’Autrice ci porta in viaggio per le Marche attraverso 25 componimenti brevi e incalzanti, frutto dell’amore per la propria Regione. In questa galleria di ritratti marchigiani, uomini illustri come Federico da Montefeltro e Cecco d’Ascoli sfilano accanto ai piatti tipici della nostra tradizione, come lo Stoccafisso all’Anconitana e la Caciotta di Urbino. Le antiche leggende del fantasma di Paora ad Offagna e delle Fate dal piede caprino dei Monti Sibillini fanno il paio con la concreta bellezza dei luoghi simbolo delle Marche, come il Santuario di Loreto e la costa del Conero.

Nelle sue poesie Monia alterna sapientemente un italiano classicheggiante, arcaico, vergato sotto la luce del nume tutelare Giacomo Leopardi, fonte inesauribile di ispirazione, a un vernacolo salace e divertente. Il dialetto è non a caso usato nelle liriche dedicate alle tradizioni enogastronomiche della Regione, come a voler simboleggiare il legame indissolubile che nelle Marche si instaura tra l’identità linguistica e quello che si porta in tavola.

Le poesie si susseguono veloci, ci fanno viaggiare nel tempo e nello spazio, ci invitano a conoscere le Marche e a riscoprirle. Sono idilli nati dall’amore della Moroni per la sua terra, che ha lasciato per proseguire il suo percorso di vita ma che continua a portare dentro con enorme affetto. Amore che ha deciso di incidere su carta, usando il balsamo delle rime per attenuare la distanza e tenere sempre viva la memoria, sublimandola in poesia.

Per usare le sue parole, che aprono la raccolta: “Ognuno ha facoltà di accudire la propria follia come vuole, così lo scrivere mi largisce sollievo, assenza di gravità”.